Le tracce dell’antichità romana tornano a raccontare la storia della pianura veronese attraverso una mostra che unisce archeologia, storia e patrimonio locale. Dal 19 settembre al 25 ottobre 2026, il Museo Archeologico nell’Auditorium di di Santa Maria Maddalena a Isola della Scala ospiterà la mostra “Epigrafi romane nelle chiese della pianura veronese”, iniziativa promossa dall’Associazione archeologica con il patrocinio del Comune.
La mostra nasce nell’ambito delle celebrazioni per i 900 anni della Chiesa della Bastia e prende in esame un fenomeno particolarmente diffuso: il reimpiego nelle chiese di materiali provenienti dall’età romana, soprattutto epigrafi, utilizzati nel corso dei secoli, dal Medioevo fino all’età moderna. Pietre, iscrizioni e altri manufatti antichi non venivano impiegati soltanto per esigenze pratiche, in molti casi diventavano veri e propri elementi decorativi, capaci di conferire prestigio agli edifici e alle comunità che li conservavano. Le pareti delle chiese finivano così per trasformarsi in una sorta di lapidario a cielo aperto, nel quale le testimonianze del passato romano venivano esposte e tramandate alle generazioni successive.
Il percorso coinvolge, oltre a La Bastia, le chiese di Campalano, Correzzo, Santa Maria Maggiore di Gazzo Veronese, San Pietro in Valle, San Zeno di Cerea e San Salvaro di San Pietro di Legnago, fino alle testimonianze di Ronco all’Adige e dell’Est veronese, con Volpino, San Zenone di Minerbe e Marega.
L’inaugurazione è in programma sabato 19 settembre alle ore 17. A introdurre la mostra sarà Federico Biondani, conservatore del Museo archeologico di Isola della Scala, con un intervento dal titolo “Il fenomeno del reimpiego nella pianura veronese”. Seguiranno una visita guidata all’esposizione e un aperitivo per i partecipanti. La mostra sarà visitabile il sabato e la domenica dalle 15 alle 18. Sono inoltre possibili aperture straordinarie per gruppi e scolaresche.




