Coldiretti contro il fotovoltaico su suolo agricolo

Coldiretti davanti al Consiglio Regionale del Veneto

 La petizione di Coldiretti Veneto diventa nazionale. L’annuncio oggi durante il flash mob organizzato dagli agricoltori a Venezia a Palazzo Ferro Fini sede del Consiglio dove una delegazione anche con dirigenti veronesi ha incontrato i capi gruppo consigliari insieme al Vice Presidente Nicola Finco per consegnare ufficialmente le prime 24 mila firme raccolte sul territorio per dire  “No al fotovoltaico sui campi agricoli!”. Presenti i consiglieri regionali veronesi Anna Maria Bigon, Alberto Bozza ed Enrico Corsi. “Un quantitativo di firme che sara’ presto moltiplicato in tutta Italia – ha annunciato il presidente di Coldiretti Veneto e Verona Daniele Salvagno grazie all’impegno degli under 30 di Giovani Impresa che in ogni regione si attiveranno per promuovere l’iniziativa”. A contorno della mobilitazione anche 3500 disegni  realizzati dai bambini quale testimonianza dei più piccoli legata alla percezione dello sfruttamento del suolo agricolo. “Una visione innocente – ha detto Salvagno –  per evidenziare la speculazione ai danni di chi la terra la coltiva e la rende fertile”. 

Il coinvolgimento delle scuole ha sollecitato la presenza all’evento dell’Assessore all’istruzione e formazione Elena Donazzan che ha testimoniato il valore del contributo dei più piccoli all’azione di sensibilizzazione di Coldiretti. Il suo autografo insieme a quella di numerosi consiglieri regionali, Sindaci, parlamentari compaiono nell’elenco di chi ha dato adesione alla mobilitazione di Coldiretti Veneto.  “Bisogna accelerare – ha ribadito Tino Arosio direttore di Coldiretti Veneto – il progetto di legge che individua le aree idonee alle installazioni pannelli solari deve approdare in Consiglio regionale. E’ l’unico strumento legislativo per impedire l’assalto da parte del business agro energetico  ai terreni fertili, dirottando questi impianti sulle aree non agricole, sui tetti e sulle aree dismesse. Le nostre imprese sono pronte a far la loro parte nella produzione di energia green in connessione con l’attività agricola utilizzando le aree marginali delle loro aziende.” 

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