Donazioni di sangue in calo a Vigasio

Il presidente dell’Avis di Vigasio Ezio Scappini

Il dono del sangue? Un gesto semplice che, per quanto possa fare la differenza, ultimamente sta scarseggiando. È questo che viene da pensare ascoltando le parole del presidente dell’Avis (Associazione Volontari Italiani del Sangue) di Vigasio Ezio Scappini. Lo scorso 13 febbraio si è svolta l’assemblea sociale nella cornice della Baita degli Alpini alla presenza del sindaco Eddi Tosi. «Ai giovani che hanno accettato di partecipare attivamente alla nostra organizzazione – ha proseguito Scappini – vanno i nostri incoraggiamenti, ma anche le nostre esortazioni ad impegnarsi sempre più, compatibilmente con i loro impegni di famiglia, di studio e di lavoro. È stato aperto il direttivo ai giovani con ruoli importanti, costituendo una garanzia di sopravvivenza per l’associazione. Il ricambio generazionale è il futuro, ma anche il presente della nostra associazione». I donatori iscritti a Vigasio sono in crescita ma le donazioni sono in calo. «Comunico – ha proseguito Scappini – che per l’anno 2019 sono stati 19 i nuovi donatori contribuendo a consolidare un gruppo di 257 donatori attivi. A tutto il trascorso anno sono state 491 le donazioni effettuate, con un decremento del 5% rispetto al trascorso 2018». Si riscontra quindi un calo di donazioni. «La questione del calo di donazioni ci preoccupa sempre di più e non vediamo segnali importanti di inversione di tendenza. Lo sappiamo che le cause sono tante, si viaggia molto di più del passato, lavori meno stabili, controlli molto più restrittivi e, punto dolente, i donatori che donano con maggiore regolarità – i più anziani – vanno in pensione e i giovani vanno a donare molto di rado. Sappiamo che i giovani rispondono con entusiasmo alla domanda di aiuto, ma sono più fragili nel garantire la continuità del dono». Una soluzione è possibile. «Per invertire la rotta – ha concluso Scappini – occorre svolgere alcune azioni fondamentali: invitare familiari, conoscenti e amici a diventare donatori ad andare più spesso a donare».

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