Partnership San Giovanni-Cina per le macchine da cucire

Jixiang Ruan, Attilio Gastaldello, Alberto ed Enrico Guerreschi

La firma nella sala consiliare del municipio di San Giovanni Lupatoto ha chiuso l’importante partnership commerciale tra la Vi.Be.Mac. Spa, azienda che produce macchine da cucire automatiche industriali, e il colosso cinese Jack Sewing Machine Co. Ltd, leader mondiale del settore che ha individuato nell’azienda lupatotina un partner strategico.

Alla firma presenti i fondatori e amministratori di Vi.Be.Mac. Spa Carlo Guerreschi e la moglie Giovanna VincoEnrico Guerreschi, direttore commerciale e Elena Guerreschi, attuale Ceo. Inoltre, il sindaco di San Giovanni Lupatoto Attilio Gastaldello, il vicesindaco Fulvio Sartori, il fondatore di Jack Group Jixiang Ruan

Trentotto anni di storia familiare, 60 dipendenti, un mercato internazionale da 60 Paesi in tutto il mondo e 13 milioni di fatturato nel 2017: la Vi.Be.Mac. Spa è azienda leader in Italia delle macchine da cucire industriali e pioniera della cucitura innovativa per pantaloni jeans cinque tasche. Pur con la cessione dell’80% delle quote, la famiglia Guerreschi conserverà infatti la gestione dell’azienda, che andrà a raddoppiare la produzione a Verona entro il 2019. A Vi.Be.Mac spa in Italia si affiancherà per il mercato cinese l’omonima cinese, Vi.Be.Mac. China, di cui la famiglia Guerreschi sarà socia.

«L’obiettivo è fornire i prodotti in base al bisogno dei clienti – ha spiegato Jixiang Ruan – e mantenere una reciproca collaborazione tra le due aziende in futuro. Abbiamo individuato in Vi.Be.Mac. l’ideale partner per l’esperienza e il know how dimostrati durante la lunga storia dell’azienda».

«Il modello di internazionalizzazione che questa firma ci permette di implementare – aggiunge Alberto Guerreschi – potenzia la diffusione del nostro prodotto ed è un premio alla nostra passione, tradotta in innovazione tecnologica e qualità del servizio».

«Vi.Be.Mac è un’impresa del territorio leader del proprio settore anche in ambito internazionale – chiude Attilio Gastaldello -. In questo modo si apre ancor di più al mercato globale, mantenendo intatti tradizione e radici e incrementando i livelli occupazionali».

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