Preoccupazione per le gelate nelle campagne veronesi

 Il colpo di coda dell’inverno con il brusco abbassamento delle temperature previste soprattutto nei prossimi giorni fa scattare nelle campagne veronesi la preoccupazione del gelo sulla fioritura di alcune colture come susini, peschi e albicocchi con il rischio per i prossimi raccolti. È quanto afferma la Coldiretti scaligera in riferimento alla nuova ondata di neve e gelo dalla Russia sulla Penisola alla vigilia della primavera. Se la temperatura rimarrà a lungo sotto lo zero, a rischio ci sono anche le primizie di stagione salvate dalla precedente tempesta siberiana di Burian come asparagi e fragole sotto serra, cetrioli, zucchine e meloni con la possibilità della sovrapposizione tra qualche settimana delle colture protette con quelle a pieno campo. L’arrivo e il persistere del maltempo rischia di posticipare le semine primaverili nei terreni inzuppati d’acqua.

«Nonostante i danni provocati nelle campagne dal maltempo con l’arrivo del freddo – evidenzia Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona – non si è registrato un aumento dei prezzi dei prodotti. Anzi, secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi all’inflazione a febbraio sul carrello della spesa, sono crollati i prezzi delle verdure con i vegetali freschi che fanno registrare una diminuzione del 21,4% rispetto allo scorso anno. In un momento di grande difficoltà acquistare frutta e verdura del territorio e nazionale è un atto di solidarietà a favore dell’economia e dell’occupazione locale ma anche di un aiuto al proprio benessere per combattere il grande freddo con prodotti salutari».

Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con pesanti effetti sull’agricoltura italiana. Si moltiplicano gli eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo. Siccità e bombe d’acqua con forti piogge a carattere alluvionale, ma anche gelate e picchi di calore anomali si alternano lungo l’anno e lungo tutta la Penisola con danni stimati in 14 miliardi di euro negli ultimi dieci anni.

«L’aumento delle precipitazioni invernali – conclude Valente – ha di positivo che sono state riempite le falde acquifere e gli invasi anche per eventuali necessità di acqua nei periodi estivi per irrigare le campagne».

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