Il nuovo punto vendita della Cantina di Castelnuovo parla isolano

C’è un po’ di Isola della Scala nel nuovo punto vendita della cantina di Castelnuovo del Garda. La struttura che sta sorgendo sulle sponde del lago è frutto dell’inventiva di due progettisti isolani: l’ingegner Alberto Soave e il geometra Giovanni Miozzi.

«Si tratta di un edificio classe A, ad altissima efficienza energetica, realizzato in gran parte con strutture della Wolf Haus – spiega Miozzi – con al centro una grande “botte” costruita con acciaio corten: un metallo che col tempo assume una colorazione marrone ruggine che richiama proprio il colore caratteristico delle antiche botti da invecchiamento del vino».
Il nuovo punto vendita della cantina gardesana costerà 700mila euro e sarà aperto in maggio: «Si tratta di un investimento importante – sottolinea il presidente Eugenio Manzato – non solo dal punto di vista economico ma anche della comunicazione. Questa struttura infatti sarà il nuovo biglietto da visita della Cantina con l’obiettivo di catturare l’attenzione di migliaia di automobilisti, turisti e non, che ogni giorno percorrono la gardesana».
«La botte – insiste Alberto Soave – dal punto di vista progettuale e d’impatto è l’aspetto caratterizzante dell’intera struttura: l’acciaio oltre al colore particolare avrà anche dei fori circolari, del diametro delle bottiglie del vino, che tramite un’apposita illuminazione ricreeranno l’effetto visivo del perlage dello spumante. La stessa cura nell’illuminazione verrà messa all’interno con l’obiettivo di creare un ambiente accogliente e rilassante per i visitatori, e rispettoso delle caratteristiche organolettiche del vino».
La cantina di Castelnuovo del Garda conta 175 soci e 26 dipendenti, 800 gli ettari coltivati, per una produzione di 150mila quintali di uva, per un fatturato di 12 milioni di euro. «Il nuovo punto vendita – spiega il direttore della cantina, Massimo De Rossi – segue la ristrutturazione dell’impianto di imbottigliamento, che ha quasi raddoppiato le potenzialità della struttura passando da 4 milioni a 7 milioni di bottiglie l’anno. Investimenti che consentiranno un rilancio della cantina sia nella produzione che dal punto di vista turistico: ora infatti potremo organizzare tour guidati alle diverse fasi della lavorazione del vino che si concluderanno nel nuovo punto vendita».
Da sottolineare che circa il 20% dell’investimento, vale a dire 120mila euro, sarà coperto da un finanziamento europeo messo a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale regionale: «La Regione Veneto – conclude Giovanni Miozzi – ha creduto subito nella validità del nostro progetto che due anni fa è stato inserito al terzo posto nella graduatoria delle opere da finanziare con i fondi del PSR».

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