Buttapietra dice no allo Sprar

Con avviso alla cittadinanza l’Amministrazione comunale di Buttapietra ha invitato i cittadini ad un incontro pubblico nella serata di martedì 28 marzo per affrontare la delicata tematica dei migranti.

Sara Moretto, sindaco di Buttapietra

Il primo cittadino Sara Moretto ha inizialmente spiegato che lo Sprar, Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati politici, prevede che gli enti comunali che vi aderiscono accolgano tre migranti ogni mille abitanti con funzione di integrazione e inserimento sociale. Quindi con un comunicato ha espresso la decisione dell’Amministrazione di non aderire allo Sprar in quanto la legge presenta numerose lacune, il Fondo Nazionale non copre al cento per cento le spese sostenute dai comuni e la responsabilità su rifugiati e richiedenti asilo cadrebbe sul primo cittadino. «Prendendo in esame l’impegno da assumere e le spese che il Comune dovrebbe sostenere – ha affermato il Sindaco – abbiamo deciso di mettere al primo posto i cittadini di Buttapietra».

A seguito di alcune domande formulate dai presenti i rappresentanti dell’Amministrazione hanno spiegato che la non adesione allo Sprar non preclude che un singolo privato possa ospitare nella propria abitazione dei migranti, in questo caso la responsabilità e le spese ricadono sul prefetto e non sugli enti locali e il numero non rientra nel tre per mille abitanti ma fa parte del Cas, Centro di Accoglienza Speciale. A Buttapietra sono già presenti infatti da alcuni anni una quarantina di richiedenti asilo ospitati da una struttura privata.

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