Un quadro del maestro Remo Bresciani alla Diocesi di Verona

Lo scorso venerdì 3 giugno si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del dipinto realizzato e donato dal pittore veronese Remo Bresciani, 86 anni, ospite della Fondazione Pia Opera Ciccarelli Onlus. Il quadro, esposto all’ingresso degli uffici della sezione amministrativa della Curia diocesana, nasce da un’idea di Mons. Cristiano Falchetto, Provicario Generale della Diocesi di Verona e Presidente della Fondazione. Il maestro Bresciani è ben conosciuto dalla Pia Opera Ciccarelli data la presenza di numerose opere nelle comunità residenziali e negli spazi di culto, raccolte nel catalogo pubblicato da Cierre edizioni, che hanno la finalità di offrire percorsi artistici all’interno delle residenze per anziani. 

Per realizzare il quadro, che misura 270 per 120 centimetri, l’artista si è impegnato durante i primi mesi dell’anno. «L’incontro con Mons. Cristiano Falchetto e il Dott. Domenico Marte, Direttore dei Servizi Istituzionali, è stato decisivo per la scelta del contenuto del quadro, la rappresentazione della moltiplicazione dei pani e dei pesci descritta dal Vangelo di Giovanni, 6 – riferisce il pittore Remo Bresciani –. Mi sono messo subito all’opera preparando il bozzetto in matita con tutte le modifiche richieste da mons. Falchetto per poi procedere alla realizzazione dell’opera». 

«Da un paio d’anni la sezione amministrativa della Curia diocesana, impegnata in un percorso di ristrutturazione anche formativa, ha scelto il brano della moltiplicazione dei pani e dei pesci, nella redazione dell’evangelista Giovanni come criterio ispiratore del proprio agire – racconta Mons. Cristiano Falchetto –. Abbiamo quindi voluto l’immagine di questa scena evangelica, all’ingresso dei nostri uffici in Curia, dove si svolge il ministero al servizio del bene comune, perché mai come in questo periodo è bene ricordare che la comunità, stimata nella sua dimensione valoriale, morale, economica e “politica”, si conferma come l’unico vero bene, dove il contributo del singolo che sembra “niente” rispetto al peso dei bisogni reali e contingenti, di fatto, se visto sotto altra luce, diventa possibilità reale di risposta ai bisogni». 

«Gesù è stato il vero padre del “modello generativo” quale moltiplicatore di valore – continua Mons. Cristiano Falchetto –. Ai suoi interlocutori increduli dimostrò che attraverso un gesto di condivisione era possibile compiere miracoli generatori di beni. Lui non ha nascosto il poco che c’era per soddisfare la fame e la sete di pochi, magari solo dei suoi, ma ha condiviso quanto c’era invitando tutti i partecipanti a fare la stessa cosa: “condividere il nostro poco per moltiplicarlo”. Se tutti mettessero a disposizione il loro poco e lo consegnassero alla grazia di Dio, quella pochezza diventerebbe un prodotto infinito. La nostra comunità ha bisogno di questa creatività e, attraverso il valore della partecipazione attiva di ciascuno, di superare il limite dell’egoismo e della tolleranza per entrare in quel modello generativo che richiede conoscenza e condivisione, al fine di sostenere la realtà più grande che Dio ha generato: l’Umanità». 

Presenti all’evento di inaugurazione il Vescovo di Verona S.E. Mons. Giuseppe Zenti e l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona Maria Daniela Maellare.

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