Mercato a km zero: identikit del cliente veronese

Donna (60,3%), uomo (39,7%) con un’età compresa tra i 45 e 54 anni, scolarità medio e medio-alta: il 52,2% è diplomato o laureato. Il 45% è occupato, mentre il 25% è pensionato, il restante 30% casalinga o inoccupato. Spende in media alla settimana 60 euro per prodotti alimentari e tra i 15 e 17 euro al mercato di Campagna Amica che visita una volta alla settimana (65%).
Questo l’identikit del consumatore medio del mercato a kilometro zero secondo un’analisi di Coldiretti Verona eseguita in città e provincia e diffuso in occasione della Festa di Primavera e dell’apertura del nuovo Mercato al coperto degli agricoltori di Campagna Amica in Viale del Lavoro, 52 a Verona che resterà aperto sempre il sabato mattina dalle 8 alle 13. Presenti Rosario Trefiletti, presidente nazionale di Federconsumatori, Claudio Valente e Giuseppe Ruffini, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Verona, Marco Ambrosini assessore per le attività produttive del Comune di Verona, Franca Castellani, Presidente del Consorzio Veronatura, che gestisce i mercati sul territorio, Carmelo Troccoli, segretario generale della Fondazione Campagna Amica e numerose autorità e politici locali. Il mercato è stato benedetto dal Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti.

Dallo studio “Le abitudini dei veronesi al mercato a km zero” è altresì emerso che il nuclei familiari dei consumatori tipo veronese sono per il 30% composti da due persone, 16% composti da tre persone, 26% da quattro persone e il restante 28% da cinque e più persone. I consumatori veronesi acquistano per lo più verdura e frutta, formaggi, uova, salumi e insaccati, carne, riso e miele. Le ragioni della spesa nei mercati sono legate alla volontà di mangiare cibi sani, provenienti dal territorio, raccogliere informazioni su ciò che si mangia e essere rassicurati dai produttori su quello che si porta in tavola. Mangiare, dicono gli intervistati, è del resto un piacere. L’85% consiglierebbe il farmer market a parenti e amici. La soddisfazione dei consumatori dei mercati a kilometro zero è per il 80% alta, cioè corrispondente a un voto 10, il 20% è media e medio-alta cioè pari a un 7.

Nel 2016 i 25 mercati di cui 9 in città e 16 nella provincia veronese hanno raggiunto i 14.000 frequentatori abituali all’anno con oltre 100 aziende agricole del territorio che vi aderiscono, a rotazione.
I mercati con maggior numero di presenze di aziende e consumatori sono quelli in città a Borgo Roma, Borgo Venezia, Santa Lucia, ex Arsenale, e in provincia a Bussolengo e Calmasino. Sono tutti mercati stabili con cadenza settimanale, frequentati anche in inverno nonostante la stagionalità comporti meno prodotti di ortofrutta.
Nell’ultimo decennio gli acquisti effettuati direttamente dagli agricoltori hanno fatto registrare un sensibile aumento, da ricondurre soprattutto all’attenzione per il benessere e per la salute, ma anche alla accresciuta sensibilità verso la sostenibilità ambientale e alla volontà di difendere e valorizzare l’economia e l’occupazione del proprio territorio. L’80% degli veronesi considera l’acquisto di prodotti alimentari direttamente nei mercati degli agricoltori sicuro con una percentuale che è superiore del 23% rispetto ai supermercati e del 15% rispetto al dettaglio tradizionale. Non è un caso che l’81% degli italiani se fosse libero di scegliere preferirebbe comperare la frutta direttamente dagli agricoltori e l’88% degli italiani vorrebbe avere un mercato vicino a casa per avere più possibilità di scelta ed acquisto, secondo un’Indagine Campagna Amica su dati Ipr marketing.

Nei mercati degli agricoltori è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione che sono state salvate grazie all’importante azione di recupero degli agricoltori e che non trovano spazi nei normali canali di vendita dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di grandi quantità offerte. Pensiamo, ad esempio al “Melo Decio” o alla composta di mela cotogna, frutti e prodotti tipici del passato ma ancora apprezzati dai consumatori che però non hanno spazio nei tradizionali canali di vendita dove prevalgono i rigidi criteri dettati dalla standardizzazione. I mercati, poi, si sono trasformati nel tempo da luoghi di commercio a momenti di aggregazione, svago e socializzazione.

“Ogni volta che si apre un Mercato di Campagna Amica, che seguo dall’inizio, io sono particolarmente felice – sottolinea Rosario Trefiletti – perché trovo che sia un’iniziativa importante e positiva: c’è un riequilibrio all’interno dei vari dei passaggi della filiera per quanto riguarda il risparmio del consumatore e qualche soldino in più a chi produce. La terra è bassa ed è faticoso coltivarla quindi è giusto che ci sia un’adeguata remunerazione. Ma c’è di più, c’è un problema del mantenimento delle tradizioni, della relazione che si può instaurare tra il produttore e il cittadino che va ad acquistare attraverso la conoscenza di utilizzare i prodotti, le vecchie ricette. In sostanza il mantenimento delle tradizioni e questo per il nostro Paese è un fatto molto importante.

“Acquistare prodotti a chilometri zero è un segnale di sensibilità verso il viver sano e verso il proprio territorio. Chi acquista direttamente dal produttore è attento alla tutela dell’ambiente e del paesaggio, e allo stesso tempo dà un sostegno all’economia e all’occupazione locale” – afferma Claudio Valente nel sottolineare che – “Dobbiamo salvaguardare questo tipo di vendita sempre più vicina alle reali necessità del cittadino consumatore che è sempre più rivolto a una scelta consapevole di ciò che porta sulla propria tavola”. “E’ più che mai fondamentale conoscere la provenienza dei prodotti e della sicurezza alimentare dopo l’invasione di cibi da tutto il mondo, che non hanno garanzie per la salute di cittadini. Per tali motivi Coldiretti da sempre si adopera affinché venga riconosciuta l’obbligatorietà dell’indicazione in etichetta della provenienza delle materie prime, anche per i prodotti trasformati”. ”E’ chiaro – continua Valente – che le notizie allarmistiche che periodicamente sentiamo creano disagio e preoccupazione tra i cittadini consumatori, ai quali consigliamo di acquistare direttamente dai produttori, attenendosi alle indicazioni in etichetta”.

“Dal sondaggio è emerso che le aziende agricole hanno un rapporto confidenziale con i consumatori e questo è un elemento sicuramente molto importante poiché la nostra rete ed il nostro progetto punta proprio sulla fiducia tra produttori e consumatori – evidenzia Franca Castellani – Una fiducia che i nostri produttori si sono coltivati nel tempo mettendoci la faccia in prima persona. E’ questo il segreto del successo di Campagna Amica e di un progetto che ha fatto tornare ad incontrare i produttori ed i consumatori. E’ stato importante aver avuto anche la conferma che i clienti che fanno la spesa ai mercati, scegliendo quindi il canale della vendita diretta senza intermediazioni, siano mediamente molto soddisfatti”.

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