Vinitaly rinviato: si terrà dal 14 al 17 giugno

Una foto della scorsa edizione di Vinitaly

Era stata l’unica imminente manifestazione di Veronafiere a non subire modifiche relative al calendario, ma anche Vinitaly deve arrendersi: le nuove date della manifestazione saranno da domenica 14 a mercoledì 17 giugno. Dopo ModelExpo, Asphaltica, Samoter anche la più importante manifestazione nazionale dedicata al vino – una delle maggiori internazionali – cancella le date 19 – 22 aprile a causa del Coronavirus che registra alle 17 di oggi 307 contagi in veneto. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – afferma il direttore generale Giovanni Mantovani –, si svolgerà in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”.

La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo. “Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre importanti manifestazioni internazionali nelle città di Milano e Bologna – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è un segnale che il made in Italy scommette su una pronta ripresa economica nei settori chiave del sistema-Paese. Auspichiamo quindi che il nuovo calendario fieristico nazionale possa generare una rinnovata fiducia ed essere strumento con cui capitalizzare la ripartenza del nostro Paese”.

Così risponde Riccardo Cottarella, presidente di Assoenologi: “La decisione assunta da Veronafiere su Vinitaly e supportata dalle associazioni della filiera, deriva da considerazioni intelligenti e imprenditoriali. Non si può immaginare un Vinitaly fiore all’occhiello del settore vitivinicolo italiano, nonché evento che tutto il mondo ci invidia, ridimensionato più o meno fortemente nelle presenze di operatori che al momento danno previsioni non soddisfacenti. Questo significa tutelare l’operatività dei nostri produttori e allo stesso tempo proteggere l’immagine del vino italiano e di Vinitaly nel mondo”.

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